Stem&girls


Le fasi del percorso

Le fasi del percorso 

Dall’idea al progetto:

Il progetto nasce dalla riflessione sul tema del divario di genere nelle STEM e dall’impegno nel miglioramento della didattica delle discipline scientifiche attraverso il potenziamento dell’attività sperimentale e l’utilizzo di modalità di lavoro più coinvolgenti.  La volontà di sopperire alla mancanza di risorse e spazi adeguati e di valorizzare le potenzialità esistenti in termini di competenze professionali ha suggerito l’idea dell’allestimento di laboratori mobili, dotati della strumentazione di base necessaria per svolgere attività sperimentali nelle classi. Tale possibilità è apparsa un’efficace soluzione per superare i limiti strutturali di ciascun istituto e soddisfare bisogni comuni, pur nella diversità dei contesti. La consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla collaborazione e dal confronto di esperienze ha portato alla sinergia tra le tre scuole che si è formalizzata poi in una rete.

Primo anno di sperimentazione:

Nella fase di avvio si è costituito il “gruppo di progetto” che, in base alle indicazioni tratte dalla ricerca in campo internazionale, ha definito alcune linee guida comuni (numero e tipologia di classi, numero minimo di interventi per classe, tempi per la sperimentazione nelle classi, modalità di documentazione) e individuato le strategie didattiche più efficaci per promuovere l’interesse degli studenti nelle STEM e delle ragazze in particolare (coinvolgimento attivo degli studenti, approccio induttivo e investigativo, attività di gruppo).

In accordo con i ricercatori esterni, si è stabilito di avviare una “fase pilota” del progetto, cioè di impiegare il primo anno per sperimentare e testare l’efficacia delle modalità di lavoro prestabilite e degli strumenti per la valutazione e documentazione. Il lavoro di rete, ristretto al gruppo di progetto, è stato poi trasferito all’interno di ciascuna scuola: ogni referente di istituto si è fatto portavoce nel proprio dipartimento della progettazione di rete e ha individuato i colleghi disponibili a partecipare alle attività con le proprie classi.

All’interno di ogni istituto si è quindi costituito un gruppo di “docenti attori”, coordinati dal referente del “gruppo di progetto”, che ha selezionato gli argomenti, progettato, svolto e documentato le attività per le classi, individuando le risorse materiali necessarie per l’allestimento dei lavoratori mobili, e infine somministrato agli studenti i questionari per la valutazione. Il lavoro effettuato all’interno di ogni scuola è stato sempre condiviso in occasione degli incontri di rete svolti periodicamente con la supervisione, in presenza o a distanza, del referente del centro di ricerca per la valutazione esterna.   La fase pilota si è conclusa con la restituzione degli esiti della valutazione esterna.

Secondo anno di sperimentazione:

La fase di piena realizzazione si è avviata dopo un momento iniziale di verifica la restituzione degli esiti della valutazione esterna e  l’autovalutazione dei “docenti attori”, che ha tenuto conto sia del proprio operato in classe sia dei feedback raccolti dagli studenti. La riflessione critica del “gruppo di progetto” sui risultati prodotti dalle attività nelle classi e sul processo attivato nella fase pilota ha guidato la revisione degli strumenti e dei materiali utilizzati.

I carrelli